05 agosto 2023

L’istituzione di una Fondazione privata può rivelarsi uno strumento strategico per avvalersi dei vantaggi dell’art bonus. Dopo il chiarimento dell’ADE,  anche le donazioni  a fondazioni private che effettuano manutenzioni su beni pubblici, riconosciuti come beni culturali, posseduti in comodato, possono beneficiare del credito d’imposta del 65%.

L’agenzia ha risposto favorevolmente a una Fondazione privata che gestisce un museo in un edificio di proprietà della Regione che chiedeva di poter usufruire dell’art bonus per le donazioni ricevute per la manutenzione della sua sede.

La risposta all’interpello 411/2023 delle Entrate è inequivocabile: l’ente, che ha stipulato un comodato transattivo con la Regione per garantire l’unitarietà dei beni culturali presenti nell’edificio e quelli di sua proprietà può beneficiare del credito di imposta previsto dall’art bonus per le donazioni in denaro finalizzate alla manutenzione dell’immobile.

L’agenzia delle Entrate, dopo aver richiamato i requisiti soggettivi e oggettivi della norma (articolo 1 del Dl 83/2014), conferma che il credito di imposta spetta anche quando le donazioni in denaro sono destinate a interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici o a soggetti che ne hanno la concessione o l’affidamento. Pertanto, per accedere al tax credit è necessario che il bene culturale oggetto di manutenzione o valorizzazione sia di proprietà pubblica. Un requisito che, come attestato dall’Amministrazione finanziaria, sentito il parere del ministero della Cultura (Mic), si verifica nel caso specifico. L’edificio, infatti, è riconosciuto dal Mic come bene culturale dal punto di vista giuridico.

Domenico Santoro