19 Agosto 2023

Quando si conferiscono beni in un trust, occorre prestare molta attenzione a come si pagano le tasse.  Dipende da chi mette i beni nel trust (se è un imprenditore o no) e da come il trust usa i beni (se li usa per fare affari o no).

L’Agenzia delle Entrate sostiene che se un imprenditore mette dei beni dell’impresa nel trust, per motivi che non c’entrano con l’impresa, deve pagare le tasse sul valore normale di quei beni. Tuttavia ci sono dei casi in cui il passaggio di beni da una società a un trust non cambia la natura dei beni, che restano beni d’impresa, restando altresì invariata la tassazione.

Questa regola vale se il trust usa i beni per fare affari, al pari di quanto faceva la società. Se invece il trust tiene i beni senza usarli per fare affari, la situazione cambia. Ad esempio, se il trust possiede delle partecipazioni in altre società ma non le gestisce attivamente, non si può dire che eserciti un’attività economica.

Un’altra ipotesi, non proprio di scuola, è quella di conferire i beni in un trust tramite una scissione societaria, ma questa è una operazione non disciplinata compiutamente dal nostro diritto.

Un filone dottrinario sostiene che si possa scindere una società mettendo una parte dei beni in un trust o trasformare la società in un trust. Non importa se i soci della società divisa non ricevano delle quote del trust. Per scongiurare il rischio che il fisco ritenga elusiva detta operazione, si dovrebbe applicare lo stesso criterio che si usa quando una società commerciale diventa un ente non commerciale che fa affari.

Un’altra soluzione potrebbe essere scindere la società e creare una nuova società con i beni da mettere nel trust, e poi trasformare la nuova società in un trust. Ma anche in questo caso bisogna prestare attenzione all’uso che il trust fa dei beni.